Il sito Pandette.it utilizza cookies, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza durante la navigazione.
Cliccando sul pulsante "OK", scorrendo questa pagina, continuando a consultare il sito, accetti l'uso dei cookies.
Per tutti i dettagli, per sapere come negare il consenso o cancellare i cookies in futuro, leggi la "Cookies Policy".

A+ A A-

Molestia a mezzo telefono: la tutela del bene giuridico della tranquillità della persona in osservanza dei principi di stretta legalità e di tipizzazione delle condotte illecite

L’invio molesto di short messages system (sms) trasmessi attraverso sistemi telefonici mobili o fissi interferisce inopportunamente nell'altrui sfera di libertà in quanto il destinatario di essi è costretto, sia de auditu che de visu a percepirli, con corrispondente turbamento della quiete e tranquillità psichica, prima di poterne individuare il mittente, il quale in tal modo realizza l'obiettivo di recare disturbo al destinatario. Il mezzo telefonico assume, infatti, rilievo ai fini dell'ampliamento della tutela penale altrimenti limitata alle molestie arrecate in luogo pubblico o aperto al pubblico, proprio per il carattere invasivo della comunicazione alla quale il destinatario non può sottrarsi, se non disattivando l'apparecchio telefonico, con conseguente lesione, in tale evenienza, della propria libertà di comunicazione costituzionalmente garantita dall’articolo 15 Cost. comma 1. Si comprende così come l'interpretazione letterale dell'art. 660 c.p., che porta a comprendere tra i mezzi della molestia punibile anche gli short messages system trasmessi per via telefonica, sia conforme alla ratio della norma, e venga quindi a coincidere con la sua interpretazione teleologica (Cass. Sez. 3, 26/06/2004 n.28680, La Tribuna, Rivista Penale, 2005, 10, pg. 1125).

Viceversa, la interpretazione estensiva della previsione della norma incriminatrice, circa la molestia od il disturbo recati "col mezzo del telefono" non può essere dilatata sino a comprendere l'invio di corrispondenza elettronica sgradita. La posta elettronica utilizza la rete telefonica e la rete cellulare delle bande di frequenza, ma non il telefono, nè costituisce applicazione della telefonia che consiste, invece, nella teletrasmissione, in modalità sincrona, di voci o di suoni.
L’avvertita esigenza di espandere la tutela del bene protetto della tranquillità della persona incontra il limite coessenziale della legge penale costituito dal principio di stretta legalità e di tipizzazione delle condotte illecite, sanciti dall'articolo 25 Cost. comma 2, e dall'articolo 1 c.p. (Cass. Sez. 1, 30/06/2010, n. 24510, La Tribuna, Rivista Penale, 2010, 10, pg. 995).


Si deve però segnalare che il detto carattere sincronico (di voce e suoni – ciò che si realizza con il mezzo del telefono- n.d.r.) o a-sincronico (e-mail -n.d.r.) del contenuto della comunicazione non appare affatto dirimente alla luce della moderna tecnologia che è in grado di veicolare, in entrata ed in uscita, tramite apparecchi telefonici, sia fissi che mobili, sia sms che e-mail.

Invero, entrambe le comunicazioni sono sempre segnalate da un avvertimento acustico che ne indica l'arrivo, e che può, specie nel caso di spamming, costituito dall'affollamento indesiderato del servizio di posta elettronica, con petulanti e-mail, recare quella molestia e quel disturbo alla persona che di questa lede con pari intensità la libertà di comunicazione costituzionalmente garantita. In tal caso è palese l'invasività dell'avvertimento al quale il destinatario non può sottrarsi se non dismettendo l'uso del telefono, con conseguente lesione, per la forzata privazione, della propria tranquillità e privacy, da un lato, con la compromissione della propria libertà di comunicazione, dall'altro. Viceversa, non si realizza un’immediata interazione tra mittente e destinatario, e nessuna intrusione diretta del primo nella sfera delle attività del secondo, nel caso di posta elettronica ricevuta tramite computer in quanto questa può essere letta allorquando il destinatario, per nulla avvertito dell'arrivo, può decidere, o meno, liberamente, di accedere alla posta pervenuta.

Situazione del tutto simile alla ricezione della posta per lettera, che viene riposta nella cassetta, per l'appunto, delle lettere ed alla quale il destinatario accede per sua volontà, senza peraltro essere stato condizionato da segni o rumori premonitori (Cass. Sez. 1, 12/10/2011, n. 36779, Il Sole 24 Ore, Guida al Diritto, 2011, 43, pg. 86)
(Riproduzione riservata)

G.M.

Logo dello Studio Legale Musumeci sito a Catania e Mascali (CT)
Bocca della Verità

LA.P.E.C.

Laboratorio Permanente Esame e Controesame
 
copertina libro teoria generale del reato

"Teoria generale del Reato"

L'opuscolo offre spunti di riflessione relativamente a quanto il Diritto Penale prevede circa la condotta criminale, con riferimenti precisi alla materialità, all'offensività ed alla soggettività del fatto penalmente rilevante.