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Rapporto di causalità

Ai sensi dell'articolo 40 c.p., comma 1, “nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se l'evento dannoso o pericoloso, da cui dipende la esistenza del reato, non è conseguenza della sua azione o omissione”.

E' causale quel comportamento (azione od omissione) dell'uomo al quale segue, secondo l'id quod plerurmque accidit, il verificarsi dell'evento dannoso o pericoloso (Cass. Sez. IV 30/04/2008 n°17484). Detta disposizione, infatti, richiede che l'evento da cui dipende l'esistenza del reato sia conseguenza dell'azione od omissione del soggetto cui la condotta è attribuita (Cass. Pen. Sez. 4 15/05/1989 in La Tribuna, Rivista Penale 1990 pg.683), ne consegue che il dubbio sull'esistenza del nesso causale, costituendo quest'ultimo uno degli elementi costitutivi del reato, si traduce nella mancata prova del fatto (Cass. Sez. IV 17/12/1988 n°12653).

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